
Quando si parla di creme solari, tutti si sentono in dovere di dire la propria opinione. Dopo le regole per una corretta applicazione della protezione solare, ecco una carrellata di falsi miti che forse dovresti conoscere!
La protezione solare non impedisce la sintesi di Vitamina D
“E la Vitamina D?”: questa è probabilmente la domanda che mi viene posta più spesso quando ricordo l’importanza dell’applicazione della protezione solare.
Partendo dal presupposto che non esistono creme solari che schermano il 100% dei raggi UV, nessuno di noi è comunque così bravo e diligente da applicare la protezione solare nel quantitativo corretto e riapplicarla abbastanza frequentemente (Leggi qui le regole per il corretto utilizzo della protezione solare!).
Ecco perché un certo quantitativo di raggi UVB arriva comunque alla pelle, permettendoci di sintetizzare la tanto chiacchierata Vitamina D. Inoltre, è sufficiente un’esposizione al sole di circa mezz’ora ogni giorno con gli arti scoperti. Insomma, diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo quotidiano di protezioni solari non impatta in maniera significativa sui livelli di Vitamina D.
Come sempre, la parola chiave è: equilibrio. È importante evitare eritemi e arrossamenti, e se necessario, integrarla in caso di carenze dimostrate.

Con le creme solari…ti abbronzi lo stesso!
Chi cerca la tintarella a tutti costi, dovrebbe sapere che anche con la protezione solare ci si può abbronzare. Certamente, l’abbronzatura sarà più lenta ma anche più sicura! Ed è questo quello che conta.
L’abbronzatura infatti è un sistema di difesa che la nostra pelle mette in atto per difendersi dai danni dei raggi UV. La melanina è un pigmento che viene prodotto per difendere il DNA delle cellule e prevenire danni cutanei causati dal sole!
Curiosità: le pelli più scure, che hanno quindi più melanina, si scottano meno (ma hanno comunque bisogno della protezione solare)! Inoltre, la selezione naturale, ha fatto sì che le popolazioni maggiormente esposte ai raggi UV abbiano la pelle più scura!
Il sole non migliora la condizione acneica!
Si sente spesso dire che il sole “asciuga i brufoli”: questo è tra i falsi miti più comuni. Se inizialmente la pelle può risultare meno unta e la condizione acneica potrebbe sembrare migliore (anche grazie ad un colorito più omogeneo capace di mascherare le imperfezioni), l’esposizione solare crea una serie di problemi.

Tra questi c’è l’ipercheratinizzazione ed il consueguente ispessimento cutaneo, e l’aumento dell’infiammazione causato dai raggi UV, entrambe concause dell’acne!
Quello che succede dopo l’estate è tutto ciò che non vorremmo, ovvero una riacutizzazione dell’acne, con una condizione peggiore di quella pre-estiva.
Lo scrub non toglie l’abbronzatura!
Anzi! Esfoliare la pelle permette di avere un colorito più omogeneo ed un’abbronzatura più uniforme proprio grazie all’eliminazione delle cellule morte superficiali.
Inoltre, una pelle ben esfoliata (ma ricordati di non esagerare!) è più morbida, luminosa e bella!
Nessuna crema solare blocca il 100% dei raggi UV
…e no! Neanche quelle che vantano un SPF 100. Non esistono infatti protezioni solari capaci di bloccare il 100% dei raggi UV che arriva sulla pelle.
Inoltre, l’Unione Europea ha vietato diciture come “schermo totale” o “protezione totale” sulle etichette, per evitare messaggi fuorvianti. Questo tipo di diciture infatti può essere pericoloso e fuorviante, inducendo il consumatore a credere di essere completamente protetto dai raggi UV e ad esporsi senza nessun’altra precauzione.
Le lampade solari non “preparano la pelle”
Questa credenza popolare è molto dannosa! I lettini solari e le lampade abbronzanti emettono un elevato quantitativo di raggi UVA che causano un’abbronzatura veloce ma che sono responsabili di invecchiamento precoce, lassità cutanea e macchie, a causa della capacità di penetrare fino al derma e degradare collagene ed elastina.
Questo tipo di abbronzatura non ci protegge da eritemi futuri né da malattie cutanee e fotoinvecchiamento.

Se sei già abbronzato….hai comunque bisogno della protezione solare
Se è vero che la melanina ha un’azione protettiva e che una volta abbronzati non ci si scotta più, i raggi UV continuano comunque a danneggiare la nostra pelle.
Anche se si è abbronzati infatti non si è immuni dal rischio di tumori cutanei e fotoinvecchiamento. È importante quindi continuare ad utilizzare la protezione solare anche a seguito di diverse esposizioni!
La crema solare va utilizzata anche se il cielo è nuvoloso!
Eh sì, perché se è vero che le nuvole possono ridurre l’intensità dei raggi UV che arrivano sulla nostra pelle (controlla sempre l’UV index!), questi non vengono completamente bloccati.
Anche se il sole risulta parzialmente coperto dunque, la nostra cute deve essere protetta poiché siamo comunque soggetti a danni cutanei.

E tu lo sapevi già o sei caduto in queste bufale? Scrivilo nei commenti!


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